Il patrimonio architettonico razionalista di Leros

 

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In veste di visitatore, di turista (greco o straniero che sia) ci si sente a proprio agio, sbarcando a Leros con l’aliscafo o il catamarano ad Ag.Marina, perché ci si ritrova subito circondati dalla familiare scenografia delle isole greche che ci si aspetta di trovare.

Difficile invece poter ignorare la personalità architettonica di Lakki, sbarcando con il ferry.

Questa sensazione di estraneità, di disagio proviene dalla discrepanza tra l’attesa iconografia succitata cui fa invece riscontro l’impreparazione (in specie per il visitatore italiano) a sbarcare in un lembo d’Italia d’anteguerra in Grecia, complice anche la pressoché generale ignoranza della trentennale presenza italiana nel Dodecaneso.

Non bisogna stupirsene.

Nel 1983 Antoniadis faceva la stessa esperienza, e si stupiva dell’oblio a livello nazionale (in Grecia) e internazionale in cui era caduto un gioiello architettonico unico nel suo genere come Lakki.

E Bruno Zevi, illustre cattedratico di storia dell’architettura e primo a rivalutare l’importanza del razionalismo già negli anni ‘50, disconosceva persino l’esistenza storica del “possedimento”.

Come scrive lo stesso Antoniadis trenta anni fa, ciò deriva dal rifiuto totale, dal tentativo di cancellazione della storia (allora ancora più recente di oggi) dell’occupazione italiana.

E dall’errore di etichettare uno stile architettonico attibuendogli un significato politico, gratuito dal momento che tali linee architettoniche si sviluppano nello stesso periodo in tutto il mondo occidentale.

Esattamente la stessa cosa che si era verificata in Italia nel medesimo periodo.

In una vera e propria ‘damnatio memoriae’...

Bisogna attendere gli anni ’80, e gli articoli di Antoniadis sulle riviste internazionali di architettura, per scoprire il valore architettonico di una città di fondazione, come a buon titolo può considerarsi Portolago, oggi Lakki.

Bisogna attendere il decennio successivo, gli anni ’90, e soprattutto il nuovo secolo, per recuperare e rivalutare la grande importanza storica e culturale del movimento razionalista in architettura, e per riscoprire il valore estetico dei manufatti architettonici dell’epoca.

Bisogna attendere le opere fondamentali di Nilo Pitsinos (nell’ambito della mostra di Rodi, Roma e Atene, 1993-97), di Martinoli e Perotti (1999) e di Colonas (2002) per raggiungere il pieno riconoscimento del grande valore storico ed estetico del patrimonio razionalista del Dodecaneso.

Per scoprire e rivalutare i nomi dimenticati di due architetti che sono gli artefici sconosciuti di quasi tutta l’edilizia razionalista del Dodecaneso.

Se ancora ancora si ricorda il nome del Di Fausto quale artefice dell’eclettismo del Palazzo del governo e dell’Albergo delle rose a Rodi, e di Lombardo per le terme di Callitea, i razionalisti Petracco e Bernabiti, ancora sconosciuti ad Antoniadis nel 1984 quali autori dei progetti di Portolago, compaiono in letteratura solo dieci anni dopo.

E si deve ad un causale concorso di circostanze, ed alla tenacia dell’amico G.Pellicciari, se infine il Bernabiti ha un volto...


La mostra, organizzata in collaborazione con l’Archivio Storico locale, ha esposto oltre duecento tra disegni e foto d’epoca, che presentavano organicamente gli edifici illustrandone le caratteristiche originarie e l’evoluzione storica, ed ha registrato un afflusso ininterrotto di visitatori nel corso delle due settimane di esposizione.

Il grande consenso riscosso sia da parte della popolazione locale che dei numerosissimi turisti e residenti estivi greci e stranieri, ha confermato l’interesse sempre crescente nei confronti del patrimonio architettonico razionalista dell’isola.

Tale interesse era stato il primum movens che ci aveva spinto a promuovere la stampa del volume ‘Saluti da Leros’ dell’arch. Manzella, presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra.

Alla presentazione del volume hanno partecipato il prof. Sacha Giannini dell’Università di Roma, l’arch. Dimitris Isikos, presidente dell’Unione Panellenica dei Lerioti, e la direttrice dell’Archivio Storico locale sig. Simela Papaiorghiou, che hanno illustrato all’attento pubblico degli intervenuti il movimento razionalista nel quadro delle avanguardie architettoniche della prima metà del secolo, con particolare riferimento alle realizzazioni in Europa, in Italia e nel Dodecaneso.

Era presente l’autrice, arch. Donatella Manzella, che ha concluso gli interventi illustrando genesi e finalità del volume.


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