Tracce di Mediterraneo

 

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L'Alevròmilo di Broutzi (Ag.Marina) ha ospitato a Leros dal 29 giugno al 9 luglio 2017  la mostra Tracce di Mediterraneo, con foto di Ino Lucia e Gabriele Ficchì.

 

Solchi, luci, sagome di pietra modellate dal vento e dal mare, architetture arcaiche, terre vulcaniche arse dal sole, sentieri, volti,  muri e geometrie scolpite dal tempo.

Ombre e riflessi di forme ridotte all’essenzialità, come cristallizzate dalla storia e dall’architettura, che cambiano a seconda dell’ora.

Come se, in un Mediterraneo inteso nell’accezione più larga, queste tracce prendessero una vita propria e dialogassero tra loro con l’ausilio di un linguaggio misterioso.

Del tutto indifferenti alle partizioni e ai confini succedutisi nel tempo, sembrano stabilire una misteriosa alleanza e rimandare ad un fondo comune, ad una reciprocità di spirito.

 

La mostra ha iniziato il suo percorso artistico in Grecia, nell’ambito della Rete di cooperazione culturale italo-ellenica e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, con una prima tappa a Messini dove è stata inaugurata a marzo alla presenza dell’Ambasciatore S.E.Marras, per essere quindi esposta in maggio a Kalamata.

 

Tracce del Mediterraneo è una collezione vastissima di fotografie in bianco e nero, iniziata alla fine degli anni novanta e ancora in corso.

Ad oggi comprende moltissime tappe in Grecia (Samotracia, Naxos, Santorini, Sarti, Atene, Salonicco, Folegandros, Anafi…) e in Italia, alle Canarie, alle Baleari, nei Balcani ed in Turchia (Cappadocia).

La mostra viene quindi ricomposta ogni volta in modo diverso, a volte contaminando le foto con l’intervento di altri artisti sulle stampe finali, ed in questo caso con una selezione di foto in massima parte scattate in Grecia.

Le immagini sono tutte analogiche, realizzate utilizzando pellicole 120mm scadute e non, sviluppate e stampate a mano, e scattate con apparecchi 6x6 storici (Rollei del 1959, Zenza Bronica del 1987, Hasseblad del 1995).

 

A Leros si è arricchita delle sculture di Vangheli Chloros: strumenti antichi, vecchi utensili, pezzi di ferro gettati via, materiali poveri e dimenticati che ritrovano imprevista dignità e nuove forme, originalissime sculture create con pochi ma sapienti colpi di martello o con un tocco di saldatrice ad arco.

Nel corso dell’inaugurazione a Leros, è stato inoltre proiettato il cortometraggio (17’) di Ino Lucia Il dilemma del prigioniero.

   

 

Trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo messo in scena da TeatroInMatematica, è uno psyco-thriller ispirato al concetto matematico del “dilemma del prigioniero”, esempio di paradosso proposto negli anni ’50 da Albert Tucker come problema di teoria dei giochi.

Metafora del comportamento di soggetti in interazione strategica, trova applicazione sia in campo economico che sociale.

 

Assieme alle sculture di Vangheli Chloros, la mostra è stata successivamente esposta per iniziativa dell’associazione presso la Biblioteca Comunale di Lipsi dal 16 al 26 luglio, per concludere il suo percorso espositivo a Patrasso.

 

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